"La battaglia di Parabiago". Una nuova accattivante rubrica con pubblicazione al sabato.
Da oggi nel blog “Storie di Andrea Re” entra a far parte la
rubrica “Storia locale e non solo” tenuta dallo storico: professor G.G. Montevenere.
Un personaggio molto colto e interessante, in tanti direbbero “particolare”,
forse, ma proprio questa sua particolarità lo rende unico raccontatore, di
storie passate, col proprio input personale, una voce veritiera fuori dal popolo. La
prima tappa di questa rubrica sarà: “La battaglia di Parabiago”. Suddiviso in 2
appuntamenti, il prossimo sabato 22 aprile. Un grazie al professor G.G. Montevenere e alla sua associazione
culturale: Cosmopolis.
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| il professor G.G. Montevenere. |
“Anno Domini 1339. Milano è la preda più ricca d’Italia. La strada forse è aperta. Lo spera e lo crede Lodrisio Visconti, il traditore. Duemilacinquecento cavalli e cavalieri sono stati comprati a Verona e mille soldati già ritirano il primo soldo per la guerra che sta per esser intrapresa. Altri cinquecento son in cammino dalla Svizzera lungo il Ticino. E se tutto andrà bene, se le loro armi saran di valore, se i loro capi sapranno avere coraggio e testa, avranno a compenso supplettivo una delle prede più ricche d’Europa: Milano. Sarà loro per mesi e forse anche anni. Han già fatto bottino in molte città d’Italia: diecimila mercenari scorrazzano e razziano borghi e campagne da Treviso a Palermo, come lupi tra i cani. Mai però è stata loro promessa città così grande e ricca.
Lodrisio è milanese ed è un Visconti, fratello di due
componenti del triumvirato che governa la città: Luchino e Giovanni. Ed è zio
del terzo: Azzone, erede principale della dinastia. Lodrisio crede nella sua
ambizione che gli fa diritto: diventerà unico Signore di Milano. Tradirà la
Patria e la famiglia, ma l’epoca è quella e l’Italia è tutta di chi sa far buon
uso della propria ambizione.
È esiliato a Verona: i parenti ne hanno avuta abbastanza
delle sue congiure. È stato signore del Seprio, cosicché dispone di danari
propri ed altri aiuti finanziari da Mastino, signore di Verona.
Fonda un esercito che diventerà famoso e longevo: LA
COMPAGNIA DI SAN GIORGIO. A Verona si compone l’esercito invasore. Barbari per
definizione, razza, cultura, modi ed abitudini. Svizzeri delle misere Berna e
Lucerna, tedeschi d’ogni regione della povera Germania, grigionesi affamati e
dotati solo di stolido coraggio. A capo
di tutta quella gente, ci sono il peggio dei duci d’Italia: Guarneri
d’Urslingen, il conte Lando, Rinaldo Giver Malerba, Vione Squilletti… Non
mancano gli italiani: inviati da Tornielli di Novara e da Mastino di Verona. Signori
di testa uguale ai Visconti: trovano ottima l’occasione per ridimensionare
Milano e di parecchio.
È gennaio. Dentro alle armature di ferro fa molto più freddo che fuori da queste. Ma il tempo è prezioso: non si aspetta la consueta primavera. Lodrisio entra nel milanese da Rivolta d’Adda. Pinalla Aliprandi, capitano generale dell'esercito di Azzone Signore, con cinquecento cavalli gli sbarra la strada. Sbaragliato da contrattacchi migliori delle mercenarie truppe ben addestrate e tese al guadagno. ritorna veloce a Milano che soldato che fugge è buono per un’altra volta. Nei giorni seguenti con marce forzate, su strade pedemontane, a nord di Milano, coperti sul fianco destro dai comaschi ostili a Milano, Lodrisio marcia verso ovest, senza trovare opposizione, verso il Seprio che fu suo, così da avere la retroguardia coperta. Intanto il signore di Milano, Azzone, uomo di valore ed intelligenza è malato. Ha combattuto sempre e sempre ha vinto ed allargato e riordinato i domini di Milano finché la gotta lo ha reso quasi invalido. Può solo ordinare cose dagli spalti delle mura milanesi. Suo zio Luchino ascolta solo proforma. Parte da Milano. S’affretta sulla strada Sempione. I novaresi stanno già congiungendosi con Lodrisio maledetto. Il sole brilla come un malato, la terra è coperta di neve. Almeno la nebbia si è sciolta. Il nemico, l’invasore, ha già saccheggiato ed ucciso a Busto, Gallarate, Legnano. Prossima grassa tappa è Rho………. To Be Continued”.
Professor G.G. Montevenere.
ENGLISH VERSION by Google Translate
"Local history and more". Column of Professor
G.G.Montevenere..
A new captivating column with publication on Saturdays.
From today in the blog "Stories of Andrea Re" the
column "Local history and more" held by the historian: Professor G.G.
Montevenere. A very cultured and interesting character, many would say
"particular", perhaps, but precisely this peculiarity of him makes
him the only narrator, of past stories, with his own personal input, a voice
outside the people. The first stage of this column will be: "The battle of
Parabiago". Divided into 2 appointments. Thanks to Professor G.G.
Montevenere and its cultural association: Cosmopolis.
“Anno Domini 1339. Milan is the richest prey in Italy.
Perhaps the road is open. Lodrisio Visconti, the traitor, hopes and believes
it. Two thousand five hundred horses and horsemen have been bought in Verona
and a thousand soldiers are already withdrawing their first penny for the war
that is about to be waged. Another five hundred are on their way from
Switzerland along the Ticino. And if all goes well, if their weapons are of
value, if their leaders know how to have courage and head, they will have one
of the richest prizes in Europe as a supplementary reward: Milan. It will be
theirs for months and maybe even years. They have already looted in many cities
of Italy: ten thousand mercenaries roam and raid villages and countryside from
Treviso to Palermo, like wolves among dogs. But never have they been promised
such a large and rich city.
Lodrisio is from Milan and is a Visconti, brother of two members of the triumvirate that governs the city: Luchino and Giovanni. And he is the uncle of the third: Azzone, main heir of the dynasty. Lodrisio believes in his ambition which makes him entitled: he will become the sole Lord of Milan. He will betray his country and his family, but the era is that and Italy belongs entirely to those who know how to make good use of their ambition.
He is exiled to Verona: his relatives have had enough of his conspiracies. He was lord of Seprio, so that he has his own money and other financial aid from Mastino, lord of Verona.
He founds an army that will become famous and long-lived:
THE COMPANY OF SAN GIORGIO. The invading army is formed in Verona. Barbarians
by definition, race, culture, ways and habits. Swiss from miserable Bern and
Lucerne, Germans from every region of poor Germany, hungry Graubünden and
endowed only with stupid courage. At the head of all those people, there are
the worst of the dukes of Italy: Guarneri d'Urslingen, Count Lando, Rinaldo
Giver Malerba, Vione Squilletti... There is no shortage of Italians: sent by
Tornielli of Novara and by Mastino of Verona. Gentlemen with the same mind as
the Viscontis: they find the opportunity to resize Milan excellent and by a
lot.
It's January. It is much colder inside iron armor than
outside it. But time is precious: we don't expect the usual spring. Lodrisio
enters the Milan area from Rivolta d'Adda. Pinalla Aliprandi, captain general
of Azzone Signore's army, bars his way with five hundred horses. Routed by
better counterattacks than well-trained, money-making mercenary troops. return
quickly to Milan that soldier who flees is good for another time. In the
following days with forced marches, on foothill roads, north of Milan, covered
on the right flank by the people of Como hostile to Milan, Lodrisio marches
westward, without finding opposition, towards the Seprio which was his, so as
to have the rearguard covered. Meanwhile the lord of Milan, Azzone, a man of
valor and intelligence is ill. He always fought and always won and enlarged and
reorganized the domains of Milan until gout made him almost invalid. He can
only order things from the terraces of the Milanese walls. Uncle Luchino only
hears pro forma about him. He leaves from Milan. He hurries along the Sempione
road. The inhabitants of Novara are already linking up with cursed Lodrisio.
The sun shines like a sick man, the earth is covered with snow. At least the
fog has cleared. The enemy, the invader, has already sacked and killed in
Busto, Gallarate, Legnano. Next fat stop is Rho………. To Be Continued”.
Professor G.G. Montevenere.

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